Sai Lughi, ci sono momenti in cui penso che un bel giorno la mia esperienza lavorativa attuale è giusto che finisca. Lo spiegavo ieri sera: io so che, semmai ci arriverò, dovrò affrontare in qualche modo una successione. E allora, piuttosto che aspettare quando ormai sarò consumato dalla vecchiaia e dall'arteriosclerosi, tanto vale affrontare per tempo il discorso, gestire e organizzare l'azienda in un certo modo, così da poterla "vendere" a qualcun altro e godersi la meritata "pensione" senza l'urgenza di dover ancora sottostare ai ritmi stancanti del lavoro moderno.
Magari queste parole ti potranno spaventare o sollevare qualche dubbio, ma il desiderio inespresso che alimenta le mie parole è quello di viveve insieme a te, dovunque ci porterà il cuore e la vita.
Oggi mi rendo conto che probabilmente non sono ancora preparato ad affrontare questo passo, che comporta delle scelte forse irreversibili, sicuramente anche complesse e magari dolorose per qualcuno. Però ti confesso che la voglia c'è, il bisogno si fa sentire. Abbiamo speso tante energie prima per accettarci dentro di noi, poi per trovarci l'un l'altro, e poi ancora per camminare insieme come stiamo facendo giorno per giorno, tanto che mi sembra logico desiderare di giungere fino al punto di condividere anche ogni momento della nostra vita.
Ecco Lughi, non spaventarti: ti sto raccontando un pensiero che ogni tanto trovo lì, tra un foglio scritto a mano e una matita abbandonata sulla scrivania. Lunedì saranno 4 anni dalla nostra "prima volta": è passata tanta acqua sotto i ponti, e tanta ancora ne passerà. Io non so se sono migliorato, se sono peggiorato, se sto facendo bene o male. So che con te vicino ho combattuto e vinto alcune battaglie prima di tutto con me stesso, con le mie difficoltà e con le mie paure. E sto portando a compimento un traguardo che sognavo da adolescente: laurearmi (decentemente). Certo, nel frattempo ho fatto e disfatto parecchie cose, un po' per gioco, un po' per incoscienza, un po' per contingenza. Ma in cuor mio sentivo che questo traguardo dovevo raggiungerlo anche a costo di prendere il minimo sindacale.
Qualche volta ho avuto il dubbio di aver fatto una cappella grossa a non fermarmi alla triennale. E sono stato a un passo dal rinunciare agli studi. Oggi però rivedo quei momenti e mi accorgo che la forza di andare avanti me la davi tu, con il tuo esempio, con la tua determinazione nel raggiungere i tuoi obiettivi.
Io non ho pianto il giorno che sei salito sull'aereo per iniziare l'avventura americana: sapevo che quel passo sulla scaletta era la scelta giusta e il compimento di un percorso. Ho cercato di appoggiarti a ogni costo, anche contro l'interesse personale che giustamente premeva per averti vicino. Oggi sono fiero di ciò che stai facendo e di come lo stai facendo. Le difficoltà non mancano e sarebbe stolto pensare di vivere senza inciampamenti. Però, quando i colpi delle avversità si faranno sentire, ci sarà la mia mano pronta a consolarti, ad aiutarti, a tenerti saldo e, se necessario, a portarti in braccio per farti superare gli ostacoli. In una parola: ad amarti ogni giorno di più!
Ecco, Lughi, il pensiero che la tesi è praticamente finita e manca poco alla conclusione di tutto il percorso, mi fa sentire più leggero e vitale.
Tu non devi piangere nè disperarti perchè sei lontano e non potrai essere presente: in realtà tu sarai con me, vicino al mio cuore e dentro i miei pensieri. Quando guarderò il pubblico in sala, ti vedrò lì seduto sulla prima sedia, tutto agitato perchè nei tuoi occhi leggo che per Beluga desideri il meglio e saresti disposto a fare sconquassi per farglielo ottenere. Lughi, non c'è bisogno di essere presenti fisicamente quando ci si ama: la vicinanza si sente anche se in mezzo ci fosse un intero universo: siamo Beluga Gemelli, sappiamo usare canali che il mondo non immagina possano esistere, e ci piace sguazzare nell'oceano lungo correnti misteriose che, quando ci allontanano fisicamente, ci avvicinano con il cuore.
Ti amo!
4 commenti:
Sono senza parole...e forse non dovrei neanche commentare un post così personale e dolcissimo.
E allora sto in silenzio, un stretta di mano a te AJ credo di aver capito che il giorno della laurea è vicino; una stretta di mano a te Diego per farti sentire nella lontananza la vicinanza delle persone *_* ciao.
Grazie Naty: ho sempre l'impressione di conoscerti già!
;-)
No AJ, non mi conosci, ma non ti ferirò mai...hai un'intelligenza fuori dal comune e un modo di scrivere che arriva dall'anima...
e che amo leggere...ciao
(forse il link che hai è sbagliato,
te li posto se vuoi leggermi...)
http://naty-nelmiopiccolomondo.blogspot.com
http://sognando.beeplog.com/
ciao Diego, anche se ho sbagliato a digitare sul commento il nome di AJ ^_^ No, ripeto non mi conosci, ma "mi manchi" e ti auguro un fantastico 2011... E per darti un'idea di chi scrive ti dico che sono una piccola anima persa nel web, sono una donna sensibile e stanca del mondo così come lo sto vivendo, e che ho bisogno di emozione. Le trovo leggendovi...ciao
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